Lucia D’errico

Palermo: ecco le esperienze storiche di viticoltura urbana.

C’è una storia dimenticata dietro la vigna di Leonardo a Milano, che nel 1498 il duca Ludovico il Moro regalò al genio da Vinci, e ci sono leggende dedicate alle vigne imperiali di San Venceslao che già nel X secolo si inerpicavano verso il castello di Praga. Mentre a Vienna furono i Romani a portare i vigneti e oggi nell’area urbana si estendono per 690 ettari coltivati da “vignaioli urbani”, i filari a Clos Montmartre li avevano piantati i Benedettini e anche a Siena alcuni vitigni antichi si son salvati grazie ai monaci, così come a Venezia le uve sono coltivate dal XIII secolo nel chiostro di San Francesco della Vigna.

Ci sono secoli di storia nascosti tra i filari impiantati all’interno delle mura cittadine, anche se oggi il modello è stato ripensato e adattato con i tralci sui tetti dei palazzi – come Rooftop Reds a Brooklyn – o con il ripristino della viticoltura nel cuore dell’antica Pompei, avviato un quarto di secolo fa dall’azienda Mastroberardino, mentre non mancano le cantine urbane che, da Milano alla Nuova Zelanda, accolgono in centro città solo la fase di vinificazione.