Lucia D’errico

Partendo da Torino, un ideale enoturista urbano può raggiungere Milano sulle tracce di Leonardo da Vinci, che nel 1498 ricevette da Ludovico Maria Sforza una vigna di circa 16 pertiche (circa un ettaro), alla quale rimase affezionato fino alla morte. Le ricerche della Facoltà di Scienze Agrarie di Milano hanno riportato alla luce i filari ancora esistenti un secolo fa, individuando il Dna del vitigno coltivato nel Rinascimento. In fondo al giardino di Casa degli Atellani è stata dunque reimpiantata la Malvasia di Candia aromatica e con la prima vendemmia (nel 2018) l’uva è rimasta a fermentare a buccia all’interno di un’antica anfora in terracotta per produrre il Vino di Leonardo. Le prime 330 bottiglie verranno battute all’asta in marzo.

Più a Est si scopre San Francesco della Vigna, il vigneto urbano più antico di Venezia. Nel complesso monastico a Sant’Elena, uno dei tre chiostri è adibito a vigneto e curato dai frati con i tecnici del gruppo Santa Margherita; il vino (prodotto a marchio Santa Margherita ) si chiama Harmonia Mundi. Oggi l’associazione Laguna nel Bicchiere ha esteso la viticoltura veneziana anche ad appezzamenti tra Sant’Erasmo e Mazzorbo.