Lucia D’errico. Un grazie alla politica che ci ha inginocchiato.

Coronavirus, a Roma crolla il turismo: «Cancellazioni al 90%, vanno ridotte le tasse»

Il dato si fa più pesante di giorno in giorno. Per marzo si registrano cancellazioni nelle prenotazioni turistiche fino al 90 per cento. Le rinunce per giugno sono altissime. E le prenotazioni crollano con punte del 60 per cento. Nel Lazio, e un primis nella Capitale, l’effetto coronavirus fa tremare il turismo, un colosso della tenuta economica della città. Un fenomeno fatto di numeri reali e visibile già ad occhio, camminando lungo le vie del centro storico e del Tridente. A snocciolare le ultime cifre sono Assoturismo Confesercenti Roma e Lazio e Fiavet Lazio.

Il giorno precedente Federalberghi aveva parlato di migliaia di posti a rischio tra i 250mila lavoratori nel settore alberghiero. Il presidente Giuseppe Roscioli ha quantificato in 7-8 mesi un danno per gli hotel di 500 milioni di euro: se è possibile una media, si va ben oltre i 2 milioni al giorno. Poi c’è l’indotto. Valter Giammaria, presidente Confesercenti, parla di «decine e decine di milioni di euro al giorno che mancano all’economia della città, tra hotel, pubblici esercizi, commercio, carburanti, agenzie di viaggio e tutto l’indotto».

Crescono solo le provviste alimentari. E i prodotti per l’igiene personale, «che risultano introvabili in molti punti vendita, con un boom del 40 per cento in più», sottolinea Antonio Fainella, direttore di Confartigianato Roma. Un problema anche di quotidianità. «C’è una diffusa paura dei romani a frequentare luoghi di aggregazione – aggiunge Fainella – Si registra una significativa riduzione degli incassi in ristoranti e bar con una media del 30 per cento».