12 Agosto 2020

Federazione Italiana Ristorazione

E' arrivata l'ora di cambiare.

Ci hanno abbandonato. Lo Stato non ci conosce affatto. Grazie.

Ci hanno abbandonato. Lo Stato non ci conosce affatto. Grazie.

Lucia D’Errico Rappresentante politica F.I.R.

Il titolo rispecchia il mio pensiero. Si, lo Stato non ci conosce affatto. Di seguito la missiva che è stata inoltrata al Governo.

Poi la rettifica. Perché ? cosa cambia ?

  • Al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte – 
  • Al Ministro dell’ Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri – 
  • Al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Riccardo Fraccaro –  
  • Al Ministro per i Rapporti col Parlamento Federico D’Incà –  
  • Al Ministro dello Sviluppo Economico,del Lavoro e delle Politiche Sociali Stefano Patuanelli 
  • Alla Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese – 
  • Al Ministro della Sanità Roberto Speranza –  
  • Alla Ministra delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Teresa Bellanova – 

Spettabili Rappresentanti dello Stato,

le sigle sindacali Federazione Italiana Ristorazione e la Confederazione Es.A.Ar.Co. delegano la Signora Lucia D’Errico, già Rappresentante per le Istituzioni della Federazione Italiana Ristorazione e Rappresentante Politica della

  • Federazione Italiana Ristorazione
    • Presidente Nazionale Glauco Marras – 
  • Confederazione Es.A.Ar.Co
    • Pres. Nazionale Ernesto Bruzziches e Vice Pres. Vicario Daniele Gregorio Scalise – 
  • OPN EFEI Italia Organismo Paritetico Nazionale
    • Presidente David Conti – 
  • Confederazione Lavoro Italia
    • Segretario Generale David Conti –  
  • Portavoce per il Comitato 41 X Tutti
    • Signor Gino Bartoli – 
  • Portavoce per il Comitato Noi X Voi
    • Il Giornalista Pierangelo Rossi – 

a interloquire con Voi e a rappresentarle nelle varie sedi istituzionali per le parti sociali di loro riferimento. 

Dal momento che è scoppiata la situazione covid19 l’emergenza ha coinvolto inizialmente i comuni individuati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1° marzo, e successivamente tutta l’Italia. 

La nostra nazione si sta trovando ad affrontare, come del resto tutta l’Europa e il mondo intero, una vera e propria pandemia che porterà a fare i conti economici più dopo l’uscita da questa situazione di allarme che non adesso

Sicuramente quando si dice che la sanità Italiana è tra le migliori che esistano al mondo è vero, tutti gli altri stati stanno prendendo esempio dall’Italia, basti pensare a come i nostri operatori sanitari stanno lavorando incessantemente da giorni e giorni mettendosi, a loro volta, a rischio data la forte esposizione, basti pensare a tutti i nostri ricercatori che lavorano ad oltranza per dare vita ad un vaccino per aiutare non solo l’Italia ma anche il resto del mondo. 

Un grazie va anche a tutte le persone che attuano operatività collegate alle strutture sanitarie, OSS, ASA, OTA, ma anche gli operatori ecologici, il personale addetto alla preparazione pasti e a molte altre categorie che spesso non vengono menzionate. A tutte queste persone va il nostro più sincero GRAZIE. 

Questa premessa, per altro più che doverosa a rappresentare una categoria veramente importante, porta a pensare e a vedere anche un altro specchio della problemmatica creata da questa situazione sanitaria. “Gli imprenditori e i dipendenti”. Quelli dimenticati dallo Stato

Con l’ultimo decreto emanato in data 17/03/2020, denominato #CuraItalia, alla lettura sono state evidenziate situazioni che non hanno niente a che vedere, a nostro avviso, con aiuti concreti ai dipendenti e alle attività imprenditoriali con specifico riferimento alle attività :

  • negozi alimentari
  • supermarket
  • discount
  • attività riguardanti il settore della produzione agricola
  • macellazione
  • attività commerciali prettamente turistiche ( bagnini di arenili e di piscine )
  • personale operante all’interno delle strutture sposrtive
  • trasporti in ATP.

Va aggiunto che dalla data di ieri, 17/03/2020, i 27 leader dell’Unione Europea hanno deciso di attuare la “Restrizione temporanea dei viaggi non essenziali” nello spazio Schengen per 30 giorni.

In un’economia altamente integrata come quella dell’UE il rischio maggiore, per la nostra economia vista la situazione attuale delle nostre aziende e dei dipendenti, è che partiranno e arriveranno in misura ridotta prodotti alimentari finiti o destinati alla trasformazione mettendo in crisi il settore. Questo non perché vi sia un divieto di transito delle merci, dove per altro vi sarà una via preferenziale, ma per la paura da parte degli addetti al trasporto, “gli autisti”, di contrarre e di diffondere maggiormente il virus. Lo scenario nel medio periodo è sicuramente da incubo.

Sugli scaffali dei supermercati rischierebbero di scomparire tanti prodotti legati alla nostra economia con un risultato ben peggiore di vedere gli scaffali vuoti. Nonostante le misure messe in atto con i decreti già firmati e riportati nelle precedenti Gazzette Ufficiale, per ultima il n°70 del 17-03-2020, non tiene considerazione di una particolare categoria che si determina ogni anno con l’arrivo della stagione estiva. Il personale stagionale.

Purtroppo di queste persone non se ne occupa nessuno, salvo quanto riportato all’articolo 29 della Gazzetta Ufficiale (Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali) riportato a pagina 15,

Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore della presente disposizione, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

Se non è stata mal interpretata la disposizione si parla di un mese soltanto e solo se si trovano in una determinata condizione. Si ricorda che la stagionalità non è più quella di una volta, dove le strutture lavoravano da aprile a fine settembre, per la stagione estiva, e da novembre a marzo per l’invernale.

Le persone di questa categoria, con questo decreto, non sono state considerate.

Stesso discorso vale per gli stagionali del settore agricolo. Colpiti anch’essi da una situazione non consona per come riportato dal decreto emesso. Su questo tema riceviamo molte domande e non sappiamo cosa rispondere, adesso la risposta è palese, “lo stato non ci riconosce affatto come categoria” .Come si denota non vi è nessun tipo di ammortizzatore sociale per coloro che sono senza lavoro e la situazione coronavirus non ha portato sicuramente prospettive migliori. Non che il virus sia stato creato dallo stato ma che almeno lo stato si faccia carico dei suoi cittadini. Questo compito spetta ad uno stato civile.

Nella conferenza stampa tenuta dal Presidente del Consiglio abbiamo udito che le aziende dal decreto #CuraItalia riceveranno aiuti seri e concreti. A noi non sembra di aver letto aiuti atti a mantenere in vita loro e le aziende. Gli aiuti riportati nel decreto non solo risultano essere insufficienti per i titolari delle aziende, che devono mantenere se stessi o la loro famiglia, ma soprattutto questa assenza di aiuti concreti rischia di creare una chiusura di molte PMI che sorreggono l’intera economia nazionale e, con loro, tante famiglie di dipendenti saranno allo sbando. Si ricorda che moltissime aziende per poter pagare gli stipendi ai propri dipendenti operano attraverso un “castelletto bancario anticipo fatture” e se una banca dovesse richiedere il rientro possiamo immaginare le conseguenze.

La Federazione Italiana Ristorazione, Organizzazione Sindacale per i lavoratori, e le confederate alla Confederazione Es.A.Ar.Co. si preoccupano di questo.

Per noi risultano essere insufficienti anche le 9 settimane di cassa integrazione in deroga, oltre a risultare inesistenti gli ammortizzatori sociali per i lavoratori stagionali e per coloro che attualmente non lavorano.  

Vi è un aspetto molto particolare da affrontare, Le casse di Previdenza Private. Il Governo ha escludo le Casse di Previdenza Private, di categorie molto importanti, e risultano essere: EPAP Cassa Pluricategoriale, ENPAIA, e molte altre.

Data la situazione sopra esposta si richiede di poter attuare un tavolo di lavoro effettivo col Governo e voi rappresentanti dello Stato e dialogare delle categorie sopra citate nel bene del paese, in considerazione che tale decreto risulta essere, a nostro parere, non idoneo a fronteggiare una situazione di emergenza come quella in corso.

Certi che questa missiva venga presa in considerazione, dove provvederete a contattarci attraverso i mezzi di comunicazione diretta o di video conferenza, si comunica che qualora non risultasse un riscontro positivo all’attuazione di un incontro con noi, in qualità di parte sociali per le sigle sindacali sopra riportate, incluse quelle aderenti e non menzionate nella presente, si riuniranno per decidere quali azioni adottare per portare la nostra protesta all’attenzione nazionale. 

Grazie per l’attenzione.

Rappresentante per Istituzioni F.I.R. e portavoce per le sigle sindacali Lucia D’Errico 

Vox Populi intervista la F.I.R 28-01-20

La F.I.R. a Legnano TV