12 Agosto 2020

Federazione Italiana Ristorazione

E' arrivata l'ora di cambiare.

Decreto: c’è il sequestro dell’auto per chi si muove “Lo sostiene la procura di Parma e la giurisprudenza della Cassazione sembra confermarlo”

Decreto: c’è il sequestro dell’auto per chi si muove “Lo sostiene la procura di Parma e la giurisprudenza della Cassazione sembra confermarlo”

Lucia D’Errico

Rappresentante FIR alle Istituzioni

Abbiamo già abbondantemente trattato il tema delle conseguenze penali per gli inadempienti rispetto al decreto ‘Cura Italia’ emanato dal governo, conseguenze che possono andare dalla semplice multa alla denuncia penale per omicidio doloso.

Ora dalla procura di Parma giunge l’idea di un nuovo deterrente per chi esce di casa senza averne i requisiti, sempre più stringenti: il sequestro del veicolo. Che sarebbe una misura aggiuntiva rispetto alla denuncia penale per inosservanza a ordini delle autorità.

La circolare
Le indicazioni sono contenute nella direttiva 5/2020 firmata il 16 marzo dal procuratore capo di Parma, Alfonso D’Avino. Direttive che le Procure fanno circolare a mo’ di interpretazione di nuove norme, allorché entrano in vigore. Nel caso specifico, un punto della circolare dispone il sequestro preventivo del veicolo per chi viene trovato in strada fuori dal suo Comune senza “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute”.

Le necessità di spostamento
Nelle Faq pubblicate sul sito del governo, si specifica quali siano le comprovate esigenze di lavoro. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l’autodichiarazione vincolante di cui alla FAQ n. 1 o con ogni altro mezzo di prova , la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.

Altri spostamenti possibili
E’ sempre possibile uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni necessari. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato.
La condizione di necessità include anche l’assistenza a parenti non autosufficienti e gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario da parte di genitori separati/divorziati, oppure per condurli presso di sé.

La Cassazione
Il sequestro poggia sull’idea giurisprudenziale avallata dalla Cassazione secondo cui la misura del sequestro preventivo è atto ad evitare che un reato possa ripetersi, e nel caso in questione l’autoveicolo è necessario per compiere il reato di spostarsi al di fuori del proprio comune.

La custodia
la Procura dispone altresì che il veicolo sequestrato non venga affidato ad ua deposito incaricato, bensì in custodia allo stesso conducente. Che ovviamente non potrà utilizzarlo: in caso di controllo e di accertata mancanza del veicolo, scatterebbe una denuncia per sottrazione di cose sottoposte a sequestro (reclusione da sei mesi a tre anni e multa da 51 a 516 euro, che diventano reclusione da tre mesi a due anni e multa da 30 a 309 euro se il reato è commesso dal proprietario).

Redazione Asso FIR

Vox Populi intervista la F.I.R 28-01-20

La F.I.R. a Legnano TV