13 Luglio 2020

Federazione Italiana Ristorazione

E' arrivata l'ora di cambiare.

Il TAAAAK milanese.

Il TAAAAK milanese. Di Lucia D'errico

Titolo ironico, tipica espressione meneghina. Da oggi un nuovo appuntamento con lo sguardo su Milano.

Lucia D'errico
Lucia D’errico

Spesso non è semplice dare una risposta a coloro che ti fanno una domanda importante come questa ” quando potremo tornare alla normalità e riprendere a lavorare come un tempo ? “

Resto sempre amareggiata quando ascolto questa domanda. Guardo la persona negli occhi e con un sorriso gli dico ” che dobbiamo essere fiduciosi e che solo in questa maniera possiamo trovare la soluzione

Chi mi conosce sa che sono una donna positiva, anche davanti alla situazione più complicata mi piace quel dialogo volto alla creazione di un punto di svolta atto a trovare la soluzione giusta per aiutare chi mi chiede consiglio.

Non ho la bacchetta magica ma certo è che solo lavorando in maniera meticolosa e conoscendo le problematiche delle varie categorie, ristorazione, commercianti, attività produttive, attività ricettive e molto altro, si riesce a comprendere e a studiare una eventuale soluzione. Certo è che questo periodo ha insegnato una cosa fondamentale a tanti ” il sapersi reinventare e modificarsi a livello lavorativo “

La giornata di ieri è stata una giornata particolarmente intensa di appuntamenti, di incontri e di dialogo che diverse categorie dove, soprattutto in questo periodo, erano in bilico se proseguire o chiudere la propria attività lavorativa.

E’ cominciata col Presidente della Federazione Italiana Ristorazione che ha tenuto un incontro assieme a dei commercianti, è proseguito con dei referenti e operatori del mercato generale, ha incontrato un grande amico che si chiama #stefanochiodaroli, noto comico televisivo. In serata c’è stato un incontro con un imprenditore del settore catering, l’amico #ivanporcu conclusosi a tarda notte dove sono state analizzate svariate situazioni che riguardano appunto il settore catering e la non possibilità di riprendere a lavorare in maniera veloce. Durante la giornata ci sono stati diversi contattati telefonici che hanno visto coinvolti imprenditori di diversi settori alimentari e non.

La mia giornata è proseguita in maniera diversa dalla solita routine d’ufficio. Ho trascorso la giornata di ieri, come la giornata odierna, ad osservare come si muovono le persone che entrano nei vari mercati rionali di Milano. La necessità di comprendere come la popolazione milanese vive l’emergenza Covid-19, nei mercati rionali nasce in maniera semplice e, se vogliamo dire, anche a sorpresa attraverso una semplice domanda.

  • In realtà, come sono cambiati i nostri comportanti sociali con gli altri?
  • Come viviamo le imposizioni legate alla tutela della nostra salute?

Da un primo screening posso dire che veramente viene vissuta in due modalità differenti, “i giovani e i meno giovani”

  • i giovani, non tutti ovviamente, sono leggermente più restii al dover indossare i dispositivi di sicurezza sulla salute, accettano poco volentieri un adattamento ed una sorta di controllo, ma al momento della ” tirata di orecchia, verbale, si adeguano “, controvoglia ma si adeguano. Età massima 40 anni
  • i meno giovani. Qui ci troviamo davanti ad un mix di persone che vivono la situazione Covid-19 in maniera completamente diversa l’una dall’altra. età minima 40 anni.
    • persone che hanno la paura di riprendere una vita sociale, sicuramente il terrore mediatico creato in alcune persone si è radicato fortemente e per tanto, in maniera molto scrupolosa e quasi maniacale, adottano qualsiasi tipo di misura di sicurezza.
    • persone che risultano essere completamente diverse da quelle riportate sopra, oserei dire infastidite se gli viene fatto notare che c’è l’obbligo di indossare la mascherina, di mantenere una distanza sociale di almeno un metro di distanza ove possibile e di evitare di fare assembramenti, anche se spostati dal corridoio dei banchi del mercato. Il più delle volte, appena fatta notare la situazione hanno ” l’ardire di mandarti a quel paese “
    • persone. o meglio, gli italiani veri. Li richiami, gli fai notare che c’è l’obbligo, a Milano, di indossare la mascherina anche all’aperto, ti guardano, sorridono, ti chiedono scusa, la indossano o la tirano su, fanno due passi e vedi che se la tirano giù.

E’ da qua che nasce l’obbligo ed il dovere di creare un senso civico nelle persone. Non dico che dobbiamo essere schiavi di una situazione non piacevole ma almeno cerchiamo di AMARCI.

Nella prossima informativa vi svelerò alcune cose sul mio programma per una ripartenza meneghina TAAAAK

Lucia D’errico

Vox Populi intervista la F.I.R 28-01-20

La F.I.R. a Legnano TV