Pluristagionalizzare i flussi turistici significa far rinascere i meravigliosi borghi italiani, far ripartire il turismo culturale che da sempre ha dato lustro alla nostra nazione.

Ecco il mio sogno.

Questo sogno, fatto il 15 di agosto dopo un’abbondante peperonata con aggiunta di “nduja calabrese” bella piccante, è arrivato dopo un lungo dialogo tra amici, che, a differenza mia, stavano ingurgitando focaccia genovese comprata a Lerici accompagnandola con Lardo di Colonnata e rinfrescandosi il garganozzo con un passito di Pantelleria, Fino a qua niente di strano direte Voi ma secondo me la mazzata finale c’è l’ha data quando per digestivo abbiamo deciso di prendere un caffè borghetti e un Canevon Prosecco Valdobbiadene Superiore DOCG Extra Dry.

Che dire, una impepata di cozze accompagnata da un buon San Giovese gustato sulle colline di Montalcino sarebbe stata più leggera ma non avrebbe reso chiara la situazione che il sogno ha voluto farmi arrivare.

Certo è che per valorizzare il territorio italiano e dare impulso a un turismo in crisi va creato un qualcosa di diverso soprattutto in base a ciò che siamo abituati ad attuare ma soprattutto a conoscere.

Il sogno è stato chiaro a questo punto.

Mettere in atto il sogno e dare vita ad ” Un turismo fuori stagione “.

Dopo la digestione, e senza dolori di nessun genere, la riflessione è stata che l’emergenza Covid ha dato vita ad un problema enorme al turismo italiano e i numeri si sono praticamente azzerati. Soprattutto i numeri dei turisti provenienti dall’estero. Niente di più scontato direte voi ma questa pandemia ha creato un vuoto e in alcuni casi e’ stato quasi totale.

Analizzando soprattutto quelle strutture ricettive che da sempre hanno basato il proprio lavoro sull’alto flusso turistico che da tempo era proveniente dall’America in generale, dal Canada, dalla Russia ma anche dall’Unione Europea.

Purtroppo a causa Covid, la politica attuata dagli altri stati esteri e i turisti quest’anno la movimentazione delle persone che erano provenienti dalla Germania, dalla Francia, dalla Spagna, dall’Olanda e dai paesi extra cee sono stati veramente pochi.

Va precisato che il turismo ha una sua suddivisione naturale in ben due categorie specifiche. La prima categoria riguarda quel turismo fisso, mentre l’altro è quello culturale.

Il turismo fisso conta il 60% ed è quella forma turistica che attraverso l’hotel, albergo, b&b, campeggio, ecc.ecc, si rilassa al mare, in montagna, in collina o al lago.

Poi abbiamo il restante del turismo, il 40%, che a sua volta si divide in due spaccati, conta il 12% che si muove attraverso roulotte, camper o analoghi e il 28% che utilizza sempre hotel o similari ma per meno giorni rispetto al turismo fisso. Questa opzione è la più utilizzata da coloro che fanno turismo culturale.

La crisi maggiore è proprio in questa fascia e l’abbiamo riscontrata nelle città d’arte. Oltre l’89% in meno.

Il turismo interno, quello marittimo o montano tutto sommato ha retto bene ma ricordiamoci che qualcuno ha deciso di non aprire.

Va anche detto che è stato riscontrato u calo dei vacanzieri fuori dai nostri confini dagli italiani rimanendo in patria, va precisato che la maggioranza ha optato per la montagna.

Da questa vicenda è stato riscontrato anche una situazione “HOT” Per la donna che da sempre ama farsi ammirare il pensiero di prendere la tintarella in topless con la mascherina non è stato proprio il massimo e anche il maschio italiano, che lo sa, ha capito che il gioco degli ammicchi con la mascherina svanisce.

Quest’anno meglio le chiappe chiare, allora meglio cercare il fresco della montagna con un panino ed un bicchiere di vino ma senza mascherina.

Non dimentichiamo l’intramontabile turismo giornaliero che quest’anno ha visto un’esplosione da capogiro. Purtroppo questo turismo non porta molti soldi nelle casse delle attività ricettive e quest’anno questa situazione ha creato ancora più vacanze fai da te.

Da tutto questo o trato una conclusione che mi ha fatto riflettere e anche molto, ma cosa succederà a queste strutture in autunno? Soprattutto a quelle che a causa dei costi di gestione non hanno aperto nel periodo estivo? Riapriranno? Cosa si prospetta per loro? un inverno di chiusura in attesa della primavera e quindi di una possibile riapertura del mercato estero? Chi lo sa.

Guardando i conti turistici ci dicono ben meno quarantasei di percentuale (-46%)

Il sogno non vuole essere la scoperchiatura del vaso di Pandora ma solo un’idea nata da un lugubre pasto abbondante…….ma col suo perché. La Pluri-stagionalità turistica per la riscoperta dei Borghi e dei Sapori Italiani.

L’Italia è una terra che ci permette di fare turismo in ogni stagione e i borghi, anche quelli più famosi, hanno il loro fascino anche fuori dal periodo estivo tornando ad essere a misura d’uomo. Anche in un fine settimana è possibile godere di un luogo caratteristico, gustando quei prodotti tipici del loco. Il Covid 19, ma anche quelli più evoluti tipo il 20 o il 20 S, (come vorrà denominarlo il Governo) può essere una grande occasione per valorizzare gli spettacolari borghi italiani e le sue tradizioni. Oggi chi lavora da casa, attraverso una semplice connessione internet, ha la possibilità di prenotare o affittare a prezzi davvero modici in tutta la nostra penisola. Stiamo attraversando la crisi più forte dal dopoguerra e fare una indigestione di storia, arte, sapori e di italianità credo sia veramente l’indigestione più bella che ai possa fare.

Mi chiamo Glauco Marras e sono il Presidente Nazionale della Federazione Italiana Ristorazione, assieme a Lucia D’Errico e ai vari componenti del direttivo hanno un solo obbietivo, far ripartire il turismo ed è per questo che chiediamo al Governo incentivi veri e reali atti a ricreare questa indigestione che fa bene a tutti.

Ma soprattutto a noi italiani.

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