Ecco come funzionano i contributi a fondo perduto

Il decreto Ristori bis amplia i contributi a fondo perduto per le attività costrette a chiudere (aggiornando la lista dei codici ateco) e prevede l’istituzione di un fondo ad hoc per compensare le attività delle Regioni che potrebbero venire interessate da future misure restrittive. Previsto anche un fondo per ristorare le perdite subite dalle attività economiche che hanno sede nei centri commerciali e per le industrie alimentari.

Il decreto Ristori bis si sviluppa come un appendice del decreto Ristori Uno, vale a dire il dl 137-2020, prevedendo un ampliamento del raggio dei contributi a fondo perduto per le attività chiuse in seguito al Dpcm in vigore dal 6 novembre, che istituisce un regime di chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio contagio alla quale appartiene ogni Regione.

Cosa prevede il decreto Ristori bis 

Il decreto Ristori bis si muove su due binari paralleli: ampliare la platea dei beneficiari esclusi dal primo decreto Ristori ed estendere i contributi alle attività che subiranno gli effetti delle nuove limitazioni nazionali e locali.

Ci si muove quindi sia sul piano nazionale, prevedendo aiuti per i centri commerciali costretti a chiudere nel fine settimana, che su quello locale, individuando indennizzi oltre che per settore, anche per territorio, in particolare per le zone rosse.

Contributi a fondo perduto 

È previsto un ampliamento delle categorie di attività beneficiarie del contributo a fondo perduto previsto dal dl 137-2020: per gli operatori già beneficiari del contributo che registrano ulteriori restrizioni delle loro attività nelle zone arancioni e rosse, il contributo a fondo perduto è aumentato di un ulteriore 50%.

Previsto inoltre un nuovo contributo a fondo perduto per specifiche imprese che operano nelle Regioni caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità.

La procedura resta quella già utilizzata dall’Agenzia delle entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto Rilancio e per quelli introdotti con il primo decreto Ristori. L’importo del beneficio varierà in funzione del settore di attività dell’esercizio.

Decreto Ristori bis: i codici Ateco aggiornati

La lista dei codici Ateco quindi si allunga, andando a comprendere i grandi magazzini, i negozi, gli ambulanti, gli estetisti, le attività di tatuaggio e piercing, le agenzie matrimoniali e i servizi per gli animali. 

Per l’elenco completo occorre aspettare il testo ufficiale. In base alla bozza che circola in queste ore, i codici ateco cui possono far riferimento le attività ammesse ai contributi sono inclusi nell’allegato 1, che amplia l’elenco dei beneficiari del primo decreto Ristori, e nell’allegato 2, che include la tabella dei codici ATECO a cui è destinato il nuovo contributo a fondo perduto.

Un fondo Ristori per variazioni tra zone 

Il decreto prevede inoltre la costituzione di un fondo Ristori, per compensare le attività delle Regioni che potrebbero venire interessate da future misure restrittive, per erogare futuri contributi in modo automatico.

È prevista anche la costituzione di un fondo per ristorare con un contributo a fondo perduto le perdite subite dalle attività economiche che hanno sede nei centri commerciali e per le industrie alimentari.

Stop dei versamenti e credito d’imposta affitti nelle zone arancioni rosse

Per le imprese che hanno diritto al nuovo contributo a fondo perduto e operano nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto viene esteso il credito di imposta affitti: il tax credit cedibile al proprietario dell’immobile locato è pari al 60% dell’affitto per ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre.

Parallelamente, il decreto Ristori bis prevede una serie di misure fiscali:

  1. la sospensione delle ritenute alla fonte e dei pagamenti IVA per il mese di novembre;
  2. la cancellazione della seconda rata IMU per le imprese che possono beneficiare dei contributi a fondo perduto nelle zone di massima allerta;
  3. la sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali per il mese di novembre nelle zone gialle, e per i mesi di novembre e dicembre per le zone arancioni e rosse;
  4. rinvio del secondo acconto Ires e Irap per i soggetti a cui si applicano gli Isa.